Nativity Message of Ecumenical Patriarch Batholomew (Italian)

Prot. n. 1237

B A R T O L O M E O
PER GRAZIA DI DIO
ARCIVESCOVO DI COSTANTINOPOLI – NUOVA ROMA
E PATRIARCA ECUMENICO
A TUTTO IL PLEROMA DELLA CHIESA
GRAZIA, PACE E MISERICORDIA  DA CRISTO SALVATORE NATO A BETLEMME

Fratelli concelebranti e figli amati nel Signore, 

“Il cielo e la terra sono uniti attraverso la nascita di Cristo.
Oggi Dio è disceso sulla terra e l’uomo è asceso ai cieli”
(Idiomelo della Litia della Natività)

La distanza e la polarizzazione tra Dio e l’uomo, che fu conseguenza del peccato dell’uomo, è stata abolita attraverso la assunzione dell’intera natura umana da parte del Figlio Unigenito e Pre-eterno Verbo di Dio. La Incarnazione del Suo Figlio, secondo la sua “compiacenza”, cioè secondo la Sua piena ed arcana volontà, annulla ogni distanza, unisce il cielo con la terra e collega la creatura con il Creatore!

“Oggi  è il preludio del beneplacito del Signore ed il primo annuncio della salvezza degli uomini”, canta la Chiesa durante la festa dell’Ingresso della Madre di Dio, che attraverso la dedicazione della Beata Maria al Tempio e la sua preparazione lì, per divenire ricettacolo del Dio senza spazio, ha aperto la via della Provvidenza Incarnata di Dio e proclamato la nostra salvezza. “Oggi  è il principio della nostra salvezza e la manifestazione del mistero nascosto da secoli; il Figlio di Dio diviene Figlio della Vergine”, di nuovo canta la Chiesa durante la festa della Annunciazione, allorché avvenne per mezzo della Spirito Santo il concepimento senza seme dell’Inconcepibile, nel santo seno della Madre di Dio ed iniziò a “coesistere” la natura divina con quella umana e Dio divenne uomo “affinché noi fossimo deificati”, secondo l’espressione di San Atanasio.

La “compiacenza” dunque, che fu salutata all’Ingresso e la “salvezza”, la quale fu resa principio e fu rivelata durante la Annunciazione, oggi, nel Grande e Santo giorno della Natività, sono divenute una realtà tangibile. Oggi il Verbo di Dio si è fatto carne ad ha abitato tra noi [1] e gli angeli hanno festeggiato l’avvenimento cantando: “Gloria a Dio negli Eccelsi e pace sulla terra agli uomini di buona volontà[2]. Con la incarnazione, la umanizzazione del Verbo, la salvezza del genere umano si è già realizzata con forza. Perciò,  quelli che credono in Gesù, vivono una vita in accordo con la loro fede, in accordo con i comandamenti e con tutto l’insegnamento di Gesù, si elevano con questa vita gradita a Dio e si costituiscono in amici e partecipi di Dio.  Divengono “partecipi della natura divina[3],  - déi per grazia! Questo si realizza specialmente dentro la Chiesa, dove l’uomo rinasce in Cristo e viene adottato dal Padre per mezzo del Santo Battesimo e di conseguenza -,  attraverso i Santi Misteri e l’esercizio della virtù, è riempito di grazia divina e di Spirito Santo e cresce “fino all’uomo perfetto, fino a raggiungere la misura della pienezza di Cristo[4], fino ad arrivare a dire con l’Apostolo Paolo: “Non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me[5]. Coloro che hanno raggiunto tale perfezione, Cristo non li considera semplicemente amici o fratelli, ma li riconosce come membra del Suo Corpo.

Per questo disse anche dall’alto della Croce verso la sua Santissima Madre per l’Evangelista Giovanni: “Ecco tuo Figlio”, e a Giovanni: “Ecco tua Madre[6]. La Natività pertanto, apre completamente la porta  della cristificazione e della deificazione per grazia dell’uomo e a causa di ciò esattamente “tutto il creato fa festa con gioia  e i cieli insieme a noi esultano”, durante questo nobile giorno di salvezza.[7]. Con queste realtà davanti a noi, gioiose e di speranza, estendiamo da questa Cattedra santificata dell’augusto Patriarcato Ecumenico, al Fanar,  calorosi auguri di festa e cordiali benedizioni patriarcali nella occasione della “capitale delle feste”, a tutti i figli amati e desiderati nel mondo della Santa Madre Chiesa, ai chierici di ogni grado, ai monaci e ai laici, alle autorità ed ai cittadini, grandi e piccoli e specialmente a coloro che soffrono e si trovano in afflizioni, necessità o tribolazioni.

Colui che è nato in una grotta ed è stato deposto in una mangiatoia, il Pre-eterno Figlio di Dio e per noi Figlio dell’Uomo, voglia renderci tutti degni del suo amore kenotico  e della Sua Santa e venerabile Provvidenza incarnata.

Fanar, Natale 2009
Il Patriarca di Costantinopoli
Fervente supplicante presso Dio per voi tutti

 


[1] Gv. 1, 14

[2] Lc. 2, 14

[3] 2 Pt. 1, 4

[4] Ef. 4, 13

[5] Gal. 2, 20

[6] Gv. 19, 26-27

[7] Apostica delle Lodi del 28 dicembre

 

 

 

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