DISCORSO DI SUA SANTITÀ BARTOLOMEO I ARCIVESCOVO DI COSTANTINOPOLI – NUOVA ROMA E PATRIARCA ECUMENICO PER L’ARRIVO DI SUA EMINENZA IL CARDINALE ANGELO SCOLA ARCIVESCOVO METROPOLITA DI MILANO

(Comunità di Sant Antonio di Padova, 31 Gennaio 2014) 

 

Eminentissimo Signor Cardinale Angelo Scola, Arcivescovo Metropolita di Milano,

Eminentissimo Metropolita Gennadios, Arcivescovo Ortodosso d’Italia e Malta

Eccellenze,

Sevgili Kardeşlerimiz,  

Figli amati nel Signore,

 

Con gioia inesprimibile accogliamo oggi Vostra Eminenza ed il suo onorabile seguito, come amato fratello e ospite graditissimo, nella città di Costantino,  e nel Patriarcato Ecumenico, il Primo Trono della Chiesa Ortodossa, che offre il suo servizio “per la stabilità delle Sante Chiese di Dio e per l’unione di tutti”.

Ancora assaporiamo la ospitalità abramitica che Vostra Eminenza ha riservato a noi e al nostro seguito durante la nostra permanenza nella nobile città di Milano nel maggio scorso, per commemorare insieme i 1700 anni dalla promulgazione dell’Editto di Milano da parte dell’Imperatore San Costantino, fondatore di questa città. Gli echi di questo grande avvenimento non sono ancora sopiti, ne lo potranno mai essere, finché ci saranno ancora nel mondo uomini e donne che soffrono e che offrono la propria vita per la loro fede. Dall’Egitto alla Siria, nel Medio Oriente, in Africa, e in tante parti del mondo ancora i cristiani soffrono per la fede nel Dio rivelato, il Cristo Gesù.

Accogliamo nella Vostra persona l’Eminentissimo successore del nostro comune Padre, San Ambrogio, nella sede del nostro comune Padre San Giovanni Crisostomo, nostro venerato predecessore, il cui reciproco amore è testimoniato dalle lettere intercorse tra lo stesso San Giovanni Crisostomo e le grandi colonne della Chiesa in Occidente, San Ambrogio di Milano, San Cromazio di Aquileia e San Vigilio di Trento, ma anche della miriade di Santi che la sede episcopale di Milano ha offerto alla Chiesa Universale.

La Chiesa di Milano è conosciuta anche per la particolarità del suo rito liturgico, il rito ambrosiano, che facciamo risalire a San Ambrogio, ma che sicuramente era già presente fin da prima e che lo accomuna in tante cose con il rito bizantino e agli altri riti dell’Oriente Cristiano. Il tipico canto ambrosiano elaborato da San Ambrogio, con la introduzione della antifona, cioè di canti non derivanti esclusivamente dai Salmi, lo vede accomunato al canto delle Chiese d’Oriente, a cui il Santo anche si era ispirato, offrendo così a noi cristiani di oggi, uno stimolo a ritrovare la nostra comune appartenenza alla Chiesa di Cristo.

Eminenza, vi diamo il benvenuto nel Patriarcato Ecumenico, affinché possiate sentirVi anche qui come a casa Vostra. Nei secoli questa sede fondata  dell’apostolo Andrea, il Protoclitos, e con i Santi Padri che la hanno presieduta, e con i Grandi Concili Ecumenici, che qui sono stati celebrati, -  ha irradiato nell’oriente cristiano le verità della comune fede, i sentimenti di pace e di solidarietà, di condivisione e di ospitalità, temi così cari anche nella attualità del ministero di Vostra Eminenza. Il Patriarcato Ecumenico, è divenuta così la Chiesa Madre del Mondo Ortodosso slavo, grazie all’opera dei Santi Cirillo e Metodio, e anche oggi presiede nella carità la sinfonia delle Chiese Ortodosse.

Eminenza Reverendissima, Cardinale Angelo Scola, diamo ancora il benvenuto al successore alla cattedra di San Ambrogio di un altro grande vescovo e poi papa, Paolo VI, che cinquanta anni orsono, a Gerusalemme incontrò il Patriarca Atenagora di beata memoria, dando il via alla ritrovata primavera, al di là degli ostacoli, tra le nostre Chiese Sorelle. Per questo, ricordando questo avvenimento storico e straordinario, nel prossimo mese di maggio, a Gerusalemme, in qualità di successore del Patriarca Atenagora, incontreremo il nostro Fratello e Vescovo di Roma, Papa Francesco, per ribadire di fronte al mondo la ferma volontà della via del dialogo, della pace, del rispetto, della soluzione delle ingiustizie, e della salvaguardia della creazione di Dio, ed in generale dominare l’amore divino.

La Vostra presenza qui,  sarà in questi giorni motivo di grande gioia e giovamento per le nostre Chiese.  Con questo spirito, Vi diamo il nostro benvenuto, lodando insieme il Signore  con le parole della Divina Liturgia: “Benedetto sei Tu, sul trono di gloria del Tuo Regno, Tu che siedi sui Cherubini, in ogni tempo, ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen.”

 

 

 

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